LETTERATURA ITALIANA

“Le ragazze di S. Frediano” di Vasco Pratolini

Presentazione e genere letterario:

Scritto nel 1948 e pubblicato nel 1949 per i tipi di Vallecchi editore, Le ragazze di S. Frediano è in sintesi la storia di un dongiovanni, tal Aldo Sernesi, soprannominato Bob, e delle ragazze con cui intrattiene relazioni sentimentali. Il soprannome deriva al personaggio da una somiglianza con l’attore Bob Taylor, all’epoca molto noto.

Il quartiere di S.Frediano a Firenze

L’altro protagonista della vicenda è sicuramente il quartiere di S. Frediano, sito a Firenze, descritto attraverso i suoi luoghi e mediante la personalità delle figure che lo abitano, particolarmente delle figure femminili.

Tratto dal film di Valerio Zurlini del 1954

Trama:

Si tratta di un romanzo sentimentale ambientato durante e dopo le fasi finali della Seconda guerra mondiale, quelle della Resistenza partigiana. In primo luogo viene presentata l’ambientazione, ovvero “il rione di Sanfrediano”, “quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la Chiesa del Carmine e le pendici di Bellosguardo”; dall’alto, simili a contrafforti, lo circondano Palazzo Pitti e i bastioni medicei; l’Arno vi scorre nel suo letto più disteso, vi trova la curva dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine”. Il rione è popolato da personaggi che sembrano identificarsi attraverso il mestiere che svolgono: c’è il rivendugliolo, lo stracciaiolo, l’operaio, l’impiegato, l’artigiano marmista, l’orefice, il pellettiere; le donne sono invece trecciaiole, pantalonaie, stiratrici, impagliatrici. I sanfredianini sono sentimentali e spietati, caparbi e attivi, hanno partecipato alle vicende della storia in modo piuttosto illuminato. Le ragazze sono belle, gentili, audaci e sfrontate. Fra tutte si distingue per gioventù, bellezza e becerismo[1] una giovane impagliatrice di sedie, Tosca. Si tratta del primo personaggio descritto, una ragazza bionda di 18 anni, bella e sincera, capace di esprimere con facilità i propri pensieri. Attraverso il suo punto di vista veniamo a scoprire le vicende dei partigiani e della loro vendetta contro i fascisti, che vengono fucilati; al primo gruppo sembrerebbe appartenere il giovane Bob, che però fuoriesce da un portone, non si trova dunque nel vivo della lotta partigiana. Bob “era un giovane bruno, dai grandi occhi incredibilmente verdi, i baffetti curati e la carnagione bianca, bianca tanto che in montagna di certo non c’era stato, era un partigiano di città, e così pallido  forse perché appena uscito di prigione”. Bob ha 25 anni e una fama di rubacuori all’interno del Rione, dove abita in via del Campuccio.

Tosca diventa presto la fidanzata di Bob, ma è l’ultima in ordine di tempo, cosicché la vicenda procede in ordine anti-cronologico, e fabula e intreccio non coincidono.

Bob e Tosca, dal Film di Zurlini del 1954

La prima antagonista di Tosca, in quanto pare essere stata la precedente fidanzata di Bob è Silvana, ricamatrice dai capelli scuri; a unire entrambe, in quanto si interfaccia sia con Silvana sia con Tosca, di cui è amica, è Gina, ragazza inizialmente non descritta: ella sembra immune al fascino di Bob, ma si interessa in modo sospetto alle vicende delle due giovani, dipingendo il loro fidanzato come un “donnaiolo” e riferendosi a lui con ironia. L’autore dipinge le ragazze come aggressive e vereconde allo stesso tempo, audaci, ma anche pudiche. Aldo-Bob è un elegante giovane, il quale pensa che le donne siano “arance da succhiare”; egli è luminoso e volgare come la brilllantina che indossa.

Aldo abita con la famiglia, il fratello e il padre sono imbianchini con la passione della caccia, mentre lui svolge la professione di impiegato. E’ piuttosto controllato nei gesti, ma energico al contempo, anche piuttosto atletico. Metà dello stipendio lo dà alla madre, il resto è riservato alla propria eleganza; amante del cinema e della danza, finanzia queste passioni attraverso il biliardo, di cui è un vero campione. Ha un fondo di moralità, in quanto non frequenterebbe mai i bordelli, ma non dimostra alcuna serietà nei rapporti con l’altro sesso. Si stanca facilmente della ragazza di turno, e necessita continuamente di nuove conquiste, arrivando a crearsi un vero e proprio harem. La sua fama di sciupafemmine lo porta ad essere appellato in vario modo: “il giovanotto dalle belle ciglia”, “il gallo della Checca”, “il Granduca”. Ma il soprannome duraturo sarà quello derivante dall’attore Robert Taylor, ideale di mascolinità per le giovani frequentatrici del cinema Orfeo in piazza de’ Nerli.

Nei fatti, era lui a farsi corteggiare, e quando si stancava di una ragazza non dava un taglio netto solitamente, ma si distaccava a poco a poco, con dolcezza e cinismo. Rimaneva sempre con almeno quattro o cinque ragazze. Le sue avventure rimanevano segrete fino a quando non fossero concluse: allora faceva delle allusioni in modo che nel quartiere gli ascoltatori potessero identificare la sventurata. Pur vanesio, virile e avventuroso, tuttavia sapeva contenersi, ed evitava di avere rapporti fisici con le ragazze, eccetto con una, la sua amante. La fama di Bob era paragonabile a quella del Gobbo, un ladro che aveva fatto impazzire le donne del rione nel 1919.

Il lettore viene poi a scoprire che è proprio Gina, amica di infanzia di Aldo, ad essere la sua amante segreta. Lei sta per sposarsi al solo scopo di far ingelosire Aldo e convincerlo a sceglierla. Gina, dagli occhi chiari e dai capelli neri, è una sarta proveniente da una famiglia molto povera. Probabilmente nutre un affetto sincero per Bob, che non ricambia allo stesso modo.

Tra le ragazze Bob aveva deciso di chiudere ogni rapporto con la figlia di un vetturale ubriacone, Mafalda, la quale ha i capelli rossi e un corpo prosperoso ed è tra le ragazze la più disinibita, tanto da aver avuto già rapporti con altri uomini, escluso Bob. Lo incontra un mattino di fine settembre e gli fa una scenata, ritardando il suo incontro con Bice, ragazza bionda, candida e scaltra, commessa alla Rinascente. Più distaccata delle altre, e più disillusa, anch’essa è tuttavia affascinata da Bob. Dopo aver incontrato Bice, Bob ha il consueto appuntamento con Gina e infine con Tosca, benché la ragazza vada via in fretta, probabilmente a causa della febbre, secondo il pensiero di Aldo.

La sera Aldo va al biliardo e qui ha uno scambio di battute con Gianfranco, giovane piuttosto energico e forte, che si conclude in una sorta di duello. Gianfranco intende picchiare Bob essenzialmente perché innamorato di Silvana, e scredita l’avversario dicendo che non ha partecipato alla Resistenza in modo così attivo come dice. Bob colpisce Gianfranco con un frontino e alla fine ha la meglio su di lui. Ciò lo riempie di boria e orgoglio, nonostante le ferite riportate e nonostante gli sia salita la febbre. L’indomani il giovane tenta persino di conquistare una nuova ragazza, Loretta, dandole appuntamento nella sala da ballo, dove lei però non si presenterà.

Bob gioca a biliardo -dal film di Zurlini (1954)

Il narratore lascia poi il racconto delle vicende di Bob e si concentra su quanto era avvenuto in parallelo: Tosca aveva visto Bob per caso, prima con Mafalda, poi con Bice; ne parla con Silvana, poi con Gina e con le altre ragazze e tutte sono decise a fargliela pagare, eccetto Bice, che poi alla fine si fa convincere, e Loretta, molto giovane e ancora non del tutto adescata da Bob. Per far sì che quest’ultimo adescamento non avvenga Mafalda la trattiene per impedirle di andare a ballare, in quel luogo dove il giovane la attendeva.

Sul prato delle Cascine avviene la beffa finale ai danni di Aldo, convinto di incontrarsi con Tosca e deciso a sottrarle la verginità. Tosca non è invece da sola, ma è accompagnata da tutte le ragazze. Viene richiesto al giovane di prendere una decisione, ma egli tergiversa e le minaccia di rovinare la loro reputazione. Per vendetta, le giovani, specie Mafalda e Tosca, colpiscono il giovane(il colpo meglio assetato sarà quello alle parti basse); legatolo e spogliatolo, lo trascineranno sulla carrozza del padre di Mafalda, decise a deriderlo per la sua scarsa virilità. L’unica che non partecipa in nessun momento alla beffa è Gina, colei che più ha da perdere nella situazione.

Dopo il linciaggio pubblico, Aldo perderà la faccia, e la conclusione della vicenda vede Gina maritata al suo pretendente e Aldo stesso sposato con Mafalda, che è proprio colei che il rubacuori aveva voluto allontanare. Il nuovo Casanova diverrà allora un altro giovane del quartiere, Fernando.

Il parco delle Cascine a Firenze

Tempo, spazio, personaggi, tecniche narrative, lingua:

La vicenda, salvo il flashback iniziale che riporta ai momenti della Resistenza, dura pochi giorni, ed è ambientata in autunno.

Tutti i personaggi sono descritti, sia dal punto di vista fisico, sia da quello caratteriale. Ciascuna ragazza sembra particolarmente caratterizzata dal colore dei capelli e dal lavoro che svolge. I personaggi sono piuttosto sfaccettati: si va dalle impulsive Mafalda e Tosca, alla scaltra Bice, all’ingenua Loretta, alla timida Silvana, all’amorevole Gina.

Il narratore è esterno, giudicante, ed è frequente l’uso del discorso diretto; i dialoghi sono vivaci e tutto il lessico è popolaresco e umile, la sintassi è piana, il discorso è descrittivo-narrativo, e appare piuttosto rapido e incisivo. I titoli di ogni capitolo scandiscono la vicenda e rappresentano una sorta di scaletta degli eventi narrati.

Intenzioni dell’autore:

Il romanzo rappresenta un inno al quartiere di San Frediano, ed esprime una morale piuttosto semplice: un uomo non può volare da un fiore ad un altro, deve invece scegliere una sola donna da amare. Difatti, l’atteggiamento poligamo di Bob viene severamente punito proprio da coloro che ne erano state le vittime.

Il romanzo ebbe un grande successo, al punto che ne fu tratto un film omonimo nel 1954, con la regia di Valerio Zurlini.

Alcuni luoghi citati nel romanzo:

Chiesa e piazza del Carmine, pendici di Bellosguardo, Palazzo Pitti, bastioni medicei, Cascine, p.za Signoria, S. Croce, Cestello, Ponte alla Carraia, via della Vigna, piazza de’Nerli, porta S. Frediano, Mura S. Rosa, via Pisana, borgo Stella, via del Leone, via del Campuccio, Legnaia, piazza Piattellina, via Maggio.


[1] Becero, aggettivo di area toscana, vuol dire volgare, chiassoso, ignorante.

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