LETTERATURA DAL 1600 AL 1800, LETTERATURA ITALIANA

Leopardi e la teoria del piacere

L’anima umana aspira sempre al piacere, ovvero alla felicità. Questo desiderio è connaturato all’esistenza ed è infinito, illimitato, mentre i piaceri sono di per sé finiti. Infatti il desiderio non ha limiti di durata e di estensione, mentre i piaceri esistono in modo limitato e circoscritto. L’uomo desidera non UN piacere, ma IL piacere, pertanto una volta ottenuto qualcosa, lo sentirà troppo piccolo, limitato per estensione o per durata, rispetto al suo desiderio infinito. Tutti i piaceri sono pertanto misti di dispiacere, perché l’anima non ne risulta mai appagata nelle sue aspirazioni infinite.


C’è nell’uomo una facoltà immaginativa che può concepire le cose che non esistono e dato che l’uomo tende al piacere in modo innato, facilmente immaginerà i piaceri, infiniti in numero, durata ed estensione. Quindi, venendo a coincidere il desiderio infinito con l’immaginazione infinita, ne deriva che la felicità risiede non nella realtà, ma proprio nell’immaginazione e nelle illusioni.
La natura ha quindi supplito alla mancanza di piaceri reali infiniti attraverso le illusioni e con l’immensa varietà dei piaceri. Questi ultimi infatti sono tanto vari che difficilmente si ha il tempo di realizzarne la finitezza. Sicuramente gli antichi, così come i fanciulli, avevano una maggiore capacità immaginativa: infatti con il tempo è aumentata la cognizione del vero, ma questa definisce le cose e circoscrive l’immaginazione, limitandone la tensione verso la felicità. Quindi l’ignoranza ha una maggiore propensione per l’immaginazione, quest’ultima “opera” di più appunto negli ignoranti e li rende più felici di quanto non faccia con gli istruiti. Gli uomini meno profondi inoltre sentono meno la pena per la finitezza dei piaceri, percepiscono meno questo loro essere finiti.

Photo by eberhard grossgasteiger on Pexels.com

Dunque in conclusione:
I beni sembrano bellissimi da lontano;
L’ignoto è più bello del noto;
L’anima preferisce il bello vago, le idee infinite;
Talvolta l’anima desidera una veduta ristretta e confinata e in questo caso lavora l’immaginazione al posto della vista. Il fantastico subentra così alla realtà, perché l’anima si immagina quello che non esiste.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...