LETTERATURA ITALIANA

Domande e risposte su “La luna e i falò” di C. Pavese

  • Quando è stato scritto il romanzo? 1948/9, pubblicato nel 1950.
  • Che genere di romanzo è? Si tratta di un romanzo realista, denso di spunti autobiografici. Potrebbe essere definito anche romanzo di formazione.
La luna e i falò, Einaudi, 1997
  • Che cosa racconta? E’ la storia di un ritorno, di una maturazione, riguarda la presa di coscienza dell’importanza delle radici e della difficoltà nel trovarle (si veda in particolare il primo capitolo). Allo stesso tempo è il racconto di un viaggio, metaforico e reale, nel mondo dell’infanzia, ormai quasi mitologico. Ma il viaggio è anche alla scoperta di nuovi mondi, ed è dovuto all’esigenza di crescita e di cambiamento. Tornare dopo essere cambiati risulta complesso, non sembra di ritrovare più se stessi. La maturazione come elemento fondamentale di questo romanzo sembra confermata anche dall’epigrafe iniziale: “For C. Ripeness in all” (Per C: maturità in tutto). Constance Dowling è l’attrice americana di cui Pavese era innamorato.
Andrea Checchi e Costance Dowling nel film La strada finisce sul fiume
Di sconosciuto – archivio personale, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4440344
  • Come si chiama il protagonista? E’ soprannominato Anguilla, ed è un orfano. Vive poveramente e lavora in campagna, finché decide di partire.
  • Quanti anni ha? 40 anni, al momento del racconto.
  • Chi racconta le vicende? Il protagonista stesso, in prima persona. Il narratore è dunque interno.
  • Qual è la trama?  Anguilla, orfano, è adottato  da una famiglia modesta proveniente da un piccolo borgo contadino (probabilmente Santo Stefano Belbo, luogo natale dell’autore) e abita sulla collina Gaminella; dopo la morte di Virgilia, madre adottiva, quando ha solo 13 anni, si trasferisce presso “La mora”, tenuta del Sor Matteo, un proprietario terriero. Inizia a lavorare e vive le sue vicende adolescenziali presso la tenuta, dove è circondato dalle figure femminili delle figlie di sor Matteo, Irene, Silvia e Santa, delle cui vite e storie amorose è attento osservatore. Parte poi per la leva militare e va a Genova; lì vive esperienze antifasciste e conosce Teresa. Si imbarca in seguito per l’America, dove fa fortuna; vive probabilmente in California. Qui è presente un’altra figura femminile, Rosanne, con la quale la storia d’amore si conclude a causa della partenza di lei. Gli americani, dice il protagonista, sembrano non avere radici, sono come “bastardi” (cap. XXI).
  • Il protagonista, partito senza nemmeno un nome, dopo tanti anni ritorna nel periodo del Ferragosto (si racconta brevemente anche di un precedente ritorno); incontra Nuto, amico saggio, sempre rimasto al paese, e guida razionale di Anguilla. Lui rappresenta il legame con un passato che sembra ormai scomparso, come scomparsi sono gli altri personaggi della sua vita passata e gli alberi di nocciole intorno alla casa del padre adottivo.
  • La vecchia casa di Gaminella è stata acquistata da un povero contadino mezzadro, Valino, nel cui figlio zoppo, Cinto, Anguilla rivede se stesso da ragazzo. Valino, a causa della povertà e dei problemi economici, arriverà ad uccidere la nonna e la cognata che vivono con lui, mentre Cinto riuscirà a fuggire e avviserà Nuto e Anguilla. Il romanzo termina con il racconto della morte di Santa, uccisa dai partigiani a causa del suo doppiogiochismo.
  • Fabula e intreccio coincidono? No, i piani temporali sono sfalzati; la narrazione segue l’andamento dei ricordi, e si sposta continuamente dal presente al passato, dunque sono presenti molte analessi.
  • Qual è l’ambientazione? Il mondo rurale delle Langhe, nel Piemonte meridionale. Lo scenario è descritto con notazioni uditive, olfattive, tattili e visive. Sono frequenti i termini tecnici relativi all’agricoltura e alla vegetazione tipica della campagna piemontese (tra cui i nocciòli, che il protagonista aveva vicino alla propria abitazione e che appunto non ci sono più).
Risultati immagini per noccioli
  • Perché il titolo? La luna influenza i raccolti e i falò servono per rendere fertile la terra; si tratta di simboli del mondo rurale, e allo stesso tempo sembrano anche simboli mitologici. I falò si accendevano anche durante le feste in campagna. Inoltre l’incendio della casa della Gaminella e il falò acceso per dar fuoco al cadavere di Santa sembrano alludere nuovamente al simbolo esplicitato dal titolo.
  • Quali sono i personaggi più importanti, come sono descritti e quali caratteristiche hanno? Nuto è l’amico saggio, suonatore di clarino, falegname. Durante l’adolescenza è stato compagno nella vita del protagonista, l’ha aiutato e accompagnato nella crescita. Da adulti è di nuovo una figura di riferimento, che rappresenta scelte opposte rispetto a quelle di Anguilla: non se ne è mai andato dal paese, e pensa che ci si possa restare solo non andandosene mai. Forse è Nuto il simbolo di quelle radici che Anguilla sembra non trovare. Nuto è inoltre aiutante dei partigiani, dunque vive in modo abbastanza attivo, benché prudente, un periodo storico turbolento, ovvero gli anni della Resistenza e della Repubblica di Salò.
  • Le figure però descritte con più dovizia di particolari sono quelle femminili, in particolare Irene, Silvia e Santa. Irene, bionda ed eterea, affascina il protagonista, che però sa di non poter arrivare a lei e dunque sente una maggiore attrazione per Silvia, mora e più passionale. Le ragazze sono però figlie del suo padrone, quindi ha con loro solo un rapporto di subalternità. Tuttavia la seconda parte del libro è tutta concentrata sul racconto delle loro vicende, con il rammarico quasi di non avervi preso parte.
  • Tutti i personaggi del passato di Anguilla, più o meno rilevanti, tranne Nuto, vengono citati in assenza: molti infatti sono defunti, o comunque non sono più presenti in paese. Anche questo contribuisce al senso di sradicamento del narratore, deciso alla fine a ripartire.